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07/06/2007
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Storia e Turismo Milano


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Capoluogo regionale della Lombardia, Milano è una città all’avanguardia e attivissima sotto il profilo economico e rientra a pieno diritto tra le metropoli più dinamiche del mondo. Milano occupa una zona pianeggiante nella parte occidentale della regione Lombardia ed è bagnata da piccoli fiumi, il Lambro, l'Olona, il Seveso, e da vari canali: Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio Martesana. Si trova a 26 km a est del fiume Ticino, a 27 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero. Per la sua posizione geografica la città offre un clima tipicamente continentale con inverni freddi ed estati calde e umide.

Nelle altre stagioni, alle splendide giornate serene si alternano periodi di piovosità. Le temperature medie annuali variano da 1° C in inverno, ai 24° C in estate. Il fenomeno della nebbia è tra le particolarità della città anche se la situazione climatica conosce un progressivo cambiamento.

Il nome Milano deriva da Mediolanum, sostantivo che sarebbe da attribuire all'antico celtico Midland, cioè "terra di mezzo" o, secondo altri, a un bassorilievo rappresentante una scrofa per metà ricoperta di lana, da cui mezzalana e quindi Mediolanum. Secondo lo storico Tito Livio la prima pietra del nucleo milanese fu posta dal capo gallo Belloveri nel 1603 a.C.; esso sorgeva su una piccola collinetta in una vasta zona paludosa, essendo Milano al confine tra una zona arida e una zona ricca di paludi destinata oggi a risaie e marcite.

Nel 222 a.C. le legioni di Roma conquistarono tutta la zona, la quale assunse via via un importante ruolo strategico e commerciale. Nell 49 a.C. Giulio Cesare entrò a Milano elevando la città a municipio e concesse la cittadinanza agli abitanti. Nel 286 d. C. Mediolanum venne scelta come residenza dell'imperatore romano d'Occidente, Massimiano, che fece erigere un grandioso anfiteatro nei pressi dell'attuale Foro vicino a piazza San Sepolcro e, soprattutto, una nuova cinta muraria che raddoppiava da 50 a 100 ettari l'area edificata e che arrivò così a comprendere l'odierna zona fra via Montenapoleone, piazza San Babila, corso Europa, il Verziere, piazza Missori, piazza Vetra, via Cappuccio, via San Giovanni sul Muro e via Monte di Pietà.

Delle mura rimane oggi una torre poligonale, un tratto fortificato al Monastero Maggiore e i resti della Porta Ticinensis al Carrobio. La Milano romana occupava la zona immediatamente a sud - ovest di piazza Duomo. Nel frattempo Milano era diventata un importante centro del Cristianesimo e nel 313 l'imperatore Costantino promulgò l'editto che permetteva libertà di culto ai cristiani e Milano continuò a crescere e a prosperare. Successivamente in Italia si diffusero le invasioni barbariche e nel 452 entrarono a Milano gli unni di Attila, nel 489 gli ostrogoti di Teodorico, nel 538 i goti e burgundi e infine nel 569 i longobardi dai quali deriva il nome della regione lombardia. Con il re longobardo Agilulfo, la città perse la sua potenza dopo la spartizione di Milano e Pavia tra i due figli del re, e Pavia fu il centro più importante del regno.

Solo con Carlo Magno che predilesse Milano a Pavia la città riacquistò importanza anche perchè la scelse come sede di una zecca. Dopo la morte di Carlo Magno, assunsero grande importanza i vescovi fra i quali spiccò Ariberto d'Intimiano, consacrato nel 1018 arcivescovo di Milano. Quest' ultimo nominò imperatore Corrado II e gli chiese aiuto per combattere i vassalli dell'arcivescovo, che gli si erano ribellati, ma Corrado in seguito fu cacciato dai milanesi, e in seguito rafforzatosi al potere, imprigionò Ariberto che non intendeva rinunciare al suo ruolo di portavoce della chiesa ambrosiana. Dopo la morte di Corrado, la nuova classe emergente dell'economia milanese costituita da banchieri, possidenti e mercanti, chiedeva più partecipazione alla gestione cittadina.

Dopo la morte di Ariberto (1045) troviamo a Milano una curia corrotta, con l'arcivescovo Guido da Velate e un malgoverno generale che portarono ad un movimento popolare che chiedeva il ritorno all'originaria povertà della chiesa e che riuscì a scacciare da Milano il corrotto arcivescovo e a fare proseliti. Dalla collaborazione fra arcivescovado e grossa borghesia nasce e si consolida un nuovo sistema di governo comunale. Il comune è sotto il potere dell'arcivescovo ma persegue i suoi obiettivi di ampliamento delle vie di comunicazione per incrementare il commercio, conquistando anche le città di Lodi e di Como, importanti punti strategici.

Solo Federico Barbarossa riuscì a fermare l'espansione di Milano, che nell'ultimo assedio fu distrutta. Ma nel 1176 i milanesi riuscirono a sconfiggere il Barbarossa sotto la bandiera della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano e con la pace di Costanza nel 1176 si sanciva il riconoscimento del consolato milanese e il diritto dei milanesi di eleggere i consoli senza l'intromissione dell'arcivescovo. IN seguito alla pace di Costanza il nuovo ceto borghese voleva aumentare la propria potenza e nel 1216 si registra l'istituzione di un regolare governo podestarile, che assicura a tutti i cittadini l'uguaglianza giuridica. In quest'epoca sono fiorenti le industrie laniere e dei metalli, e il commercio viene incrementato grazie alla costruzione dei Navigli, inoltre fu dato inizio all'erezione del Castello e del Duomo.

Con gli interessi commerciali iniziano le lotte per il governo della città, e così il governo passa dalle mani dei Torriani, ai Visconti e agli Sforza la cui dinastia regnerà fino al 1535, coincidendo con il Rinascimento italiano, e che culminò nel regno di Lodovico il Moro. Dopo gli Sforza, Milano, che fino ad allora aveva vissuto anni di grandissimo fervore intellettuale ed artistico che avevano dato luogo a opere fastose (il Castello venne trasformato in una sfarzosa residenza, la costruzione dell'imponente cattedrale continuò, e vennero edificati la preziosa chiesa di Santa Maria delle Grazie e il grandioso ospedale Maggiore, o Ca' Granda), attraversò secoli bui con la dominazione spagnola. Gli spagnoli infatti, che tennero il controllo della città dal 1535 al 1713, imposero tasse e dazi su ogni tipo di merce e di beni, inoltre la ci furono due forti epidemie di peste che spinsero i milanesi al minimo storico. Per la ripresa economica e sociale si dovrà aspettare il 1740 con la salita al trono dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria che varò importanti riforme dando avvio a un importante periodo di sviluppo culturale, economico e architettonico che fecero rifiorire commercio e industria e soprattutto diede il via alla stesura del catasto, che entrò in vigore nel 1760. Nel 1796 Napoleone entrò a Milano e nel 1797 la città venne scelta come capitale della Repubblica Cisalpina. Milano continuò a ingrandirsi, a prosperare e a fare cultura con la Scala, le infrastrutture, i palazzi e le opere pubbliche. Ma nello stesso tempo aumentava il malcontento generale per l'iniquità fiscale e la leva obbligatoria, che aveva pagato un tributo troppo alto di sangue.

Dopo la caduta di Napoleone arrivò Radetzky, ma ormai i milanesi erano politicizzati e molti di essi aderirono ai moti rivoluzionari del 1821. Solo però il 18 marzo 1848, con le 'Cinque Giornate di Milano' il popolo riuscì a cacciare gli austriaci. Milano così venne annessa al Piemonte e poi, nel 1861, al Regno d'Italia. Politicamente, socialmente ed economicamente Milano fu negli anni seguenti un fulcro indiscusso dello sviluppo dell'Italia. Venne ingrandita la rete ferroviaria e sorsero industrie e banche, si svilupparono le infrastrutture e i servizi municipali (acquedotti, fognature, rete del gas) e apparirono i tram elettrici. I primi moti socialisti trovarono un terreno fertilissimo nel proletariato urbano.

Durante l'epoca del fascismo, la città vide l'edificazione di imponenti edifici come la Stazione Centrale, il Palazzo di Giustizia, lo stadio San Siro, il velodromo Vigorelli, l'Idroscalo. L'anno successivo vennero accorpati a Milano molti comuni limitrofi, che da borghi rurali a economia prevalentemente agricola diventarono periferia cittadina. Nel '42 e nell'agosto del '43, Milano viene quasi rasa al suolo dai bombardamenti, ma dopo la guerra, la città iniziò subito la ricostruzione; i suoi successi (anche grazie ad alcuni grandi sindaci) ne hanno consacrato l'attuale ruolo di centro economico e finanziario. Il settore maggiormente sviluppato è il terziario superiore. La sua attrattiva principale è ‘La Scala’, famoso teatro lirico conosciuto anche fuori dei confini nostrani. Oggi Milano, capitale economica e finanziaria, è la vera porta italiana sull'Europa. La città della Borsa e delle banche offre un'affascinante combinazione di tradizione e innovazione, ricchezza e stile, cultura e glamour.

Fonte: www.paesionline.it



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